Vola come una farfalla ma NON pungere come un’ape. Ecco la similitudine di vita che potrebbe aprirti gli occhi:

Vola come una farfalla ma NON pungere come un’ape. Ecco la similitudine di vita che potrebbe aprirti gli occhi:

“Vola come una farfalla, pungi come un’ape”: quante volte questa frase ha rimbombato all’interno delle nostre tempie?

Oggi risuona come un mantra, ma con un ragionamento molto semplice voglio mostrarti perché, la retta via, è collocata esattamente dalla parte opposta e, quindi, può essere raggiunta solamente “camminando” in un’altra direzione.


L’APE: L’ANIMALE PIÙ IMPORTANTE DEL CREATO CHE MERITA TUTTA LA NOSTRA ATTENZIONE

Ti do due “piccoli” dati:

il 35 per cento della produzione mondiale di cibo dipende dalle api e, delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al loro lavoro di impollinazione.

Ebbene sì, questi sottovalutati insetti ricoprono un ruolo di incredibile centralità nel nostro ecosistema.

In poche parole, se questi sparissero le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti, giacché la loro capacità di impollinazione non potrebbe mai essere replicata nella stessa maniera dall’essere umano – la Natura è ineguagliabile, pertanto il “naturale” sovrasterà sempre (in termini di qualità) “l’artificiale” – .

A tal proposito, la previsione di Albert Einstein era stata molto precisa: senza le api, l’uomo non potrebbe vivere più di quattro anni.

Insomma, l’ape è un insetto che merita tutta la nostra attenzione e non solo per il delicato ruolo che ricopre su questo pianeta.

C’è infatti un’altra ragione per la quale dovremmo osservare maggiormente questi fondamentali insetti e, qui di seguito, andremo a scoprirla.

VOLA COME UNA FARFALLA MA, AL TEMPO STESSO, RICORDATI DELLA SORTE CHE TOCCA ALL’APE QUANDO PUNGE QUALCUNO

Lo sapevi che quando l’ape attacca un animale o un essere umano gli lascia dentro un pungiglione che, se non rimosso, rimane sotto la sua pelle senza possibilità di fuoriuscita?

Ma, oltre al dolore/danno provocato alla vittima, ce n’è un altro molto peggiore che si riversa su lei stessa:

a seguito della puntura, l’ape tenta di allontanarsi e, inevitabilmente, una parte dell’intestino le viene letteralmente strappata via dal corpo, causandone quindi una morte dolorosa.

L’ape, con il suo attacco, crea una duplice conseguenza negativa: il dolore della vittima e, pensa un po’, la sua stessa morte.

Beh, con l’essere umano accade qualcosa di simile.

Costui vive continuamente all’insegna degli attacchi camuffati sotto forma di pettegolezzi, insulti, cattiverie, calunnie e molto altro ancora che, in un primo momento, infastidiscono e addolorano la “vittima”, ma che, sul lungo periodo, finiscono per riversarglisi contro.

Egli, in poche parole, sarà vittima della sua stessa malvagità… si avvelenerà con il suo stesso veleno.

Quindi, tu che stai leggendo, considera la sorte che tocca all’ape ogniqualvolta si azzarda ad attaccare qualcuno e agisci in maniera differente.

Anziché impuntarti e ingaggiare lo scontro, vola come una farfalla via da tutto il marcio.

Punta anche tu al bello, proprio come questo insetto, che svolazzando armonicamente e senza pensieri sotto il cielo limpido segue la scia profumata dei fiori.

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