Se non sai controllare la rabbia leggi la favola della barca abbandonata

Se non sai controllare la rabbia leggi la favola della barca abbandonata

Controllare la rabbia non è per niente un’impresa facile. Pochi, pochissimi ci riescono, mentre la stragrande maggioranza delle persone tende a perdere il controllo facilmente, lasciando fuoriuscire il lato peggiore di sé. Pur sapendo che l’ira non ci arreca alcun vantaggio, le permettiamo comunque di stravolgere la nostra quiete interiore e, talvolta, di rovinarci le giornate.

Ogni tentativo volto all’autocontrollo sembra essere vano, cosicché ci si rassegna all’idea che sia impossibile estirpare la rabbia. Forse è vero, estirparla del tutto risulta essere un’impresa pressoché impossibile, tuttavia è nostro dovere cercare di limitare il più possibile la sua fuoriuscita.  A tal proposito, vi lasciamo alla lettura di questo breve racconto. Al suo interno,vi è la spiegazione del perché bisognerebbe ridurre al minimo i momenti di collera.

Se non sai controllare la rabbia:

IL RACCONTO

In un piccolo paesino, un ragazzo con la passione per il mare era abituato a fare ogni mattina un giro sulla sua barca. Egli era solito celebrare quotidianamente questa sorta di rituale, in modo tale da rilassare i nervi tesi e scaricare il nervosismo accumulato durante il giorno precedente.

Il ragazzo si metteva seduto sulla prua della barca e lì rimaneva a meditare anche per diverse ore. Un giorno un’altra barca impattò la sua, interrompendo così il rituale e facendolo cadere in acqua. Il ragazzo tornò a galla e, in preda alla rabbia, iniziò ad inveire contro il proprietario dell’altra imbarcazione.

Tuttavia, il giovane ragazzo rimase di stucco quando scoprì che, a bordo dell’altro galleggiante, non vi era proprio nessuno.

La barca era totalmente vuota e, spinta dalla corrente, vagava libera in mezzo al mare senza una precisa meta. Il ragazzo si ritrovò così per la prima volta ad aver accumulato una notevole dose di rabbia, senza però aver la possibilità di riversarla su qualcuno.

controllare la rabbia

Che senso avrebbe avuto riversarla contro un oggetto privo di coscienza?

Il ragazzo ci pensò a lungo e iniziò a mettere in discussione diversi aspetti della sua vita, come ad esempio la sua capacità nel controllare le reazioni nocive. Egli iniziò a chiedersi cosa avrebbe ricavato dalla rabbia, cosa avrebbe aggiunto alla sua vita questa sensazione tanto intensa quanto autolesionista.

Dopo diverse ore passate a spremere le meningi, giunse ad un’importante conclusione: quella semplice barca sarebbe diventata la sua maestra di vita. Il ragazzo si ripromise che, da quel momento, non avrebbe più reagito in malo modo dinnanzi ad azioni negative o insulti.

Egli, quel giorno, comprese che ogni barca che lo avrebbe urtato sarebbe stata vuota, poiché sprovvista di un individuo capace di remare correttamente.

PER CONTROLLARE LA RABBIA ED ALLONTANARE LA NEGATIVITÀ

Il giovane ragazzo ha capito che non avrebbe avuto senso continuare ad arrabbiarsi dinnanzi alle brutte parole e ai brutti gesti della gente. Egli ha capito che, molte volte, le personecercano lo scontro semplicemente perché non sono in grado di remare nella giusta direzione.

Seguono la rotta sbagliata, allontanandosi dall’equilibrio e dalla pace interiore per avvicinarsi alla riva opposta, popolata dal nervosismo e dalla cattiveria.Ricordati che il bisogno di dichiarare guerra sorge in tutte quelle persone sprovviste di pace interiore.

Perciò, la prossima volta che avvertirai l’insorgere di questa emozione tossica, fermati e rifletti, proprio come ha fatto il giovane ragazzo. Chiediti, innanzitutto, se ha senso punire la tua persona per gli errori commessi da qualcun altro.

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