Quando qualcuno ti insulta o ti offende, fai subito così:

Quando qualcuno ti insulta o ti offende, fai subito così:

Come ti comporti quando qualcuno ti insulta?

Sei per caso una di quelle persone impulsive che reagisce controbattendo con ferocia? Oppure sei tendenzialmente pacato e riflessivo, capace di sorvolare nell’immediato e di analizzare lucidamente l’accaduto?


LA TESTIMONIANZA DI GURDJIEFF: “LE PAROLE DI MIO PADRE MI HANNO CAMBIATO LA VITA”

Dato che, tra le persone, è molto diffusa l’incapacità di reagire lucidamente a insulti e frecciatine, vogliamo lasciarvi alla lettura di questo racconto scritto dal celebre Osho, che ha messo nero su bianco la testimonianza del filosofo Georges Ivanovič Gurdjieff:

«Quando mio padre stava per morire, avevo solo nove anni. Egli mi chiamò vicino al letto e mi sussurrò all’orecchio:

– “Figlio mio, non ti lascio molto, perlomeno di beni materiali, ma ho una cosa da dirti, una cosa che mi disse mio padre sul letto di morte. Mi ha aiutato tantissimo; è stata la mia ricchezza. Non sei molto grande, e potresti non capire quello che ti dico, ma tienilo da conto, e ricordalo. Un giorno, quando sarai cresciuto, forse capirai. Questa è la chiave che apre la porta di grandi ricchezze”.

Naturalmente non ero in grado di capirlo, al momento, ma quelle parole mi cambiarono letteralmente l’esistenza.  Mio padre, in sostanza, mi disse una cosa molto semplice:

– “Ogni volta che qualcuno ti insulta, figlio mio, digli che ci mediterai sopra per ventiquattr’ore, e poi tornerai da lui e gli risponderai”.

Non riuscivo veramente a credere che quella fosse una chiave talmente importante da non dover essere mai persa. Ma poiché mi fu detta da mio padre, per giunta sul letto di morte, un papà eccezionale che mi aveva amato moltissimo e che dopo avermela detta smise di respirare, mi rimase impressa.

Non avrei mai potuto dimenticarla. Ogni volta che ripensavo a mio papà, mi ricordavo automaticamente della cosa che mi disse quella volta.

Senza averla veramente capita cominciai dunque a metterla in pratica. Quando qualcuno mi insultava, io dicevo:

– “Signore, mio padre mi ha detto che devo meditarci sopra per ventiquattr’ore. Lui non c’è più, e io non posso disobbedire a un vecchio ormai morto. Mi ha amato moltissimo e io l’ho amato moltissimo, e adesso non posso assolutamente disobbedirgli. Puoi disobbedire a tuo padre quando è vivo, ma come puoi farlo quando è morto? Quindi, per favore, mi perdoni, tornerò tra ventiquattr’ore e le risponderò”.

Meditarci sopra per ventiquattr’ore mi ha dato le intuizioni più grandi sul mio essere. Qualche volta mi rendevo conto che l’offesa era giusta, che mi rispecchiava. Quindi tornavo dalla persona e dicevo

– “Grazie signore, lei aveva ragione. Non era un insulto, era semplicemente una constatazione. Lei mi ha chiamato stupido, e io lo sono”.

Oppure, qualche volta, è successo che, dopo aver meditato per ventiquattr’ore, mi rendevo conto che si trattava di un’assoluta bugia. Ma perché una bugia dovrebbe offendere? Quindi non tornavo nemmeno dalla persona per controbattere; una bugia è una bugia, quindi perché preoccuparsi?

Osservando e meditando, diventai col tempo sempre più consapevole delle mie reazioni, piuttosto che delle azioni altrui».

QUANDO QUALCUNO TI INSULTA, MEDITA

Ricorda, ogni situazione deve diventare un’opportunità per meditare. Ma cos’è, in questo caso, la meditazione? Beh, meditare vuol dire diventare consapevole di quello che fai, diventare consapevole di ciò che ti succede. Se qualcuno ti insulta, diventane consapevole!

Hai mai notato cosa ti succede quando ti senti offeso? Te lo dico io:

In genere, quando qualcuno ti insulta, ti concentri sulla persona.

Ti inizi a chiedere: Perché mi sta insultando? Chi si crede di essere? Come mi posso vendicare?

Se è molto forte ti arrendi, e dimeni la coda come un cagnolino. Se non è molto forte e ti accorgi che è debole, gli dai un pugno. Ma in tutto questo ti dimentichi completamente di te stesso, ed il fuoco della tua attenzione resta l’altro. Ciò significa perdere un’opportunità per la meditazione.

Quindi la soluzione migliore consiste nel fermarsi, prendersi un momento di introspezione e meditare sull’accaduto in modo distaccato, come un semplice osservatore esterno. Bisogna far finta di non essere i destinatari dell’insulto, ma solamente dei semplici spettatori.

Perché solo a mente fredda possiamo analizzare la situazione con consapevolezza. Solo facendo calmare le acque della mente è possibile vedere nitidamente il fondo dell’insulto, ovvero la ragione per il quale ci è stato mosso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto da copyrigth