Non ignorare i problemi degli altri: ben presto potrebbero diventare i tuoi. Leggi la parabola del topo e la fattoria

Non ignorare i problemi degli altri: ben presto potrebbero diventare i tuoi. Leggi la parabola del topo e la fattoria

Spesso e volentieri ignoriamo i problemi degli altri, in quanto convinti che non ci riguardino e non possano in alcun modo toccare i nostri interessi.

Tuttavia, ogni creatura è legata alle altre e, con questa semplice parabola, tenteremo di dimostrarvelo.


LA PARABOLA DEL TOPO E LA FATTORIA

Da un piccolo buco nel muro, il topolino guardava il contadino e la moglie aprire un pacchetto.

<<Che cibo ci sarà?>> si chiedeva il topolino incuriosito e con l’acquolina alla bocca.

Pochi secondi dopo, però, rimase sconvolto nel vedere dinanzi a sé una trappola per topi.

Al che, il topolino fece il giro della fattoria con l’affanno, con l’intento di avvisare tutti circa l’imminente pericolo:

<<Fate attenzione, c’è una trappola per topi in casa! Tenete gli occhi aperti, mi raccomando!>>

Il pollo smise di raspare la terra, alzò la testa con aria confusa e disse:

<<Signor Topo, capisco che per lei sia una cosa molto grave, ma sinceramente non mi riguarda e non mi preoccupa affatto la faccenda>>.

Quindi il topolino andò dal maiale per ripetergli quanto aveva rivelato al pollo un attimo prima, con la speranza che costui fosse più comprensibile e consapevole del rischio incombente.

<<Mi dispiace molto, Signor Topo, ma non c’è nulla che io possa fare per lei. Pregherò, le assicuro che sarà fra le mie preghiere.>>

In preda allo sconforto, il topolino si diresse verso la mucca, ribadendo ancora una volta lo stesso concetto:

<<C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa! Fai attenzione!>>

La risposta della mucca fu fredda e priva di empatia:

<<Oh, Signor Topo, mi dispiace per lei ma non mi tocca la cosa. È un problema suo, non degli altri animali della fattoria!>>

Dopo aver perso completamente le speranze, il topolino tornò nella sua tana a testa bassa.

Nella notte, udì un rumore strano echeggiare per la casa. Il topo pensò subito che fosse scattata la trappola e, difatti, il suo pensiero si rivelò corretto.

Qualche minuto dopo, la moglie del contadino si alzò per verificare cosa fosse successo. Tuttavia, la casa era molto buia e lei, per pigrizia, non accese alcuna luce.

L’errore costò caro alla povera donna, che non vide cosa c’era a pochi passi dalla sua gamba: un serpente velenoso con la coda bloccata nella trappola.

Questo non tardò a mordere la donna, che immediatamente tirò un urlo e svegliò il marito.

Il contadino, svegliatosi di soprassalto, comprese immediatamente l’accaduto e portò l’amata all’ospedale.

La donna venne visitata in maniera molto superficiale e dimessa soltanto qualche ora dopo il suo arrivo.

Tuttavia, la febbre continuava a salire e la donna si sentiva sempre peggio.

Al che, il contadino optò per un antico rimedio di famiglia: la zuppa di pollo fresco, un noto toccasana per contrastare la febbre.

Fu così che l’uomo andò nel pollaio con il suo coltellone e ammazzò il pollo.

Nonostante la zuppa, la malattia della moglie non dava alcun cenno di miglioramento.

Tanti amici vennero allora in fattoria per stare vicino alla coppia e, in cambio della generosa visita, il contadino dovette macellare il maiale per offrire la cena a tutti.

Sciaguratamente, la moglie morì pochi giorni dopo e l’intero paese fu presente al suo funerale.

Il contadino, desideroso di ringraziare tutti gli astanti con un pranzo, decise di uccidere la mucca.

In tutto ciò, il topolino assistette ad ogni singola uccisione animale con il cuore colmo di tristezza e l’umore a terra.

I PROBLEMI DEGLI ALTRI SONO ANCHE I NOSTRI PROBLEMI

La seguente citazione di John Donn, poeta, religioso e saggista inglese vissuto a cavallo tra il 500 e il 600, non deve passare inosservata in quanto gravida di un importante significato.

“Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.

Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa.

Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo all’umanità.

E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona anche per te”.

Il messaggio è molto semplice:

la prossima volta che vedete qualcuno affrontare un problema e pensate anche solamente per un istante che ciò non vi riguardi, ricordatevi che quando uno di noi viene colpito, siamo tutti a rischio.

I problemi degli altri sono anche i nostri problemi, perché tutti siamo ugualmente coinvolti in questo grande viaggio chiamato vita.

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