La tua mente è come una scimmia impazzita. Scegline una e ti svelerò come liberarla all’istante dai pensieri tossici

La tua mente è come una scimmia impazzita. Scegline una e ti svelerò come liberarla all’istante dai pensieri tossici

La colpa dell’infelicità umana è da attribuire alla mente, che si comporta come una scimmia impazzita e salta da una liana (ovvero un pensiero) all’altra.

LA CONFUSIONE MENTALE

scimmia impazzita

Ogni giorno l’essere umano elabora svariate migliaia di pensieri, e la cosa terrificante è che la maggior parte di questi sono assolutamente nocivi e scoraggianti.

La mente della maggior parte delle persone è una mina vagante, una scimmia impazzita, che si dimena in continuazione dando origine al fenomeno dell’overthinking (il pensar troppo).

LA METAFORA DELLA SCIMMIA IMPAZZITA

Come abbiamo accennato poc’anzi, la mente umana è come una scimmia. La metafora è perfetta, in quanto quest’animale è il più intelligente tra quelli esistenti e prova emozioni identiche a quelle esperite dall’essere umano:

Dolore, euforia, gioia, ansia, tristezza, gioia, paura e, talvolta, nostalgia.

Secondo i saggi monaci buddhisti, quasi nessuna persona riesce a controllare la sua scimmia (ovvero la sua mente) e, pertanto, le permette di scorrazzare ovunque lei voglia, di urlare e di vivere nel caos. La scimmia di ogni persona, però, non si limita ad essere pazza, ma è anche ubriaca.

Ubriaca perché, oltre ad essere aggressiva, è anche intontita e perennemente in stato confusionale.

VUOI ESSERE SERENO? IMPARA A TRANQUILLIZZARE LA TUA SCIMMIA IMPAZZITA

In simili circostanze, concentrarsi su ciò che ci rende felici diviene un proposito pressoché impossibile. Il primo passo da fare, pertanto, è spogliare la mente da tutto ciò che la tormenta.

Il test di oggi mira proprio a questo, ovvero a mostrarti due tecniche atte a controllare i pensieri e le emozioni negative. Scegli una delle due scimmie che vedi raffigurate e leggi il prezioso consiglio:

SE HAI SCELTO LA SCIMMIA NUMERO 1:

Inizia a meditare. Tantissimi studi hanno dimostrato gli effetti positivi che quest’attività comporta sul cervello umano. La meditazione, se praticata con consapevolezza, permette al soggetto in questione di comprendere meglio la dimensione spazio-tempo nel quale si ritrova a vivere.

Oltre a ciò, infonde in esso moltissima serenità e armonia, in quanto “lo costringe” a fermarsi e a rallentare i ritmi frenetici della sua routine. Se sei alle prime armi e non hai mai praticato prima d’ora quest’arte tipicamente orientale, ti do due dritte:

1. Cerca un posto tranquillo e silenzioso e mettiti seduto in una posizione che ritieni comoda (meglio se mantieni la schiena dritta, in modo tale da favorire il corretto flusso del respiro).

2. Chiudi gli occhi e osserva il tuo respiro. Cosa vuol dire questo? Innanzitutto significa che devi monitorare ogni inspirazione ed espirazione che i tuoi polmoni producono, focalizzando la tua attenzione sull’aria che entra ed esce.

Dopo aver fatto ciò per diversi minuti, cerca di non aggrapparti ai numerosi pensieri che nel frattempo sopraggiungeranno. Qualsiasi cosa la tua mente decida di elaborare non devi reprimerla, ma osservarla consapevolmente.

Lasciala scorrere e passa a quella successiva.

Ricavati, almeno per iniziare, circa dieci minuti al giorno per praticare questo tuo rituale personale. Vedrai che, poco alla volta, riprenderai il controllo della tua mente e della tua vita.

SE HAI SCELTO LA SCIMMIA IMPAZZITA NUMERO 2:

Quando pensi a qualcosa di negativo, fai caso alla tua postura e correggila immediatamente. Forse ti sembrerà strano, ma le tue emozioni e il tuo corpo sono strettamente connessi tra di loro.

Pertanto, la prossima volta che ti capiterà di elaborare un pensiero malinconico (e scommetto che capiterà a breve) prova a fare caso alla tua postura e correggila immediatamente. Ad esempio, se sei seduto, alzati immediatamente e sgranchisciti le gambe facendo due passi.

Se hai le spalle protese in avanti, raddrizzale e allargale bene, tirando fuori il petto. Se hai la testa china verso il basso, alzala, sgranchisci il collo indolenzito e volgi lo sguardo verso il cielo (o verso il soffitto). Se hai la mascella rigida e contratta, apri la bocca, poi richiudila e piega le labbra verso l’interno.

Non importa in quale posizione ti trovi, l’importante è che, al nascere del pensiero tossico, cambi atteggiamento fisico e “rompi” il processo in atto. In questo modo, cambierà anche il tuo atteggiamento mentale.

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