La leggenda della foresta. L’antico racconto che dimostra l’amore smisurato di un genitore per il figlio

La leggenda della foresta. L’antico racconto che dimostra l’amore smisurato di un genitore per il figlio

L’amore che un genitore prova per il proprio figlio va oltre ogni logica e immaginazione.  Quando un genitore vede negli occhi del proprio figlio l’innocenza, l’ingenuità e la necessità di protezione, automaticamente il suo cuore inizia a sciogliersi lentamente.

I suoi obiettivi e le sue priorità cambiano improvvisamente, e l’egoismo insito nella sua natura umana lascia spazio alla generosità e all’altruismo.

amore genitore figlio

VIVERE PER VEDERE IL SUO SORRISO

La maggior parte dei genitori hanno provato sulla loro stessa pelle questa sensazione e, tuttora, continuano a provarla. Nel momento in cui si acquisisce il titolo di genitore, infatti, automaticamente si inizia a vivere per la prima volta con uno scopo ben preciso:

rendere felice il proprio bambino.

L’AMORE DI UN GENITORE PER IL FIGLIO RIASSUNTO IN POCHE RIGHE

Esiste un racconto indigeno capace di dimostrare, in poche righe, quanto un genitore possa essere premuroso, orgoglioso e protettivo verso il proprio figlio.  Sto parlando dell’antica leggenda degli indiani Cherokee, incentrata sul rito di passaggio che vede protagonista un bambino e i suoi due genitori.

“Un padre e una madre, convinti fosse giunta l’ora di testare il figlio e desiderosi di vedere se fosse davvero pronto a diventare uomo, decisero di sottoporlo al rito di passaggio tradizionale. I due genitori, dopo aver spiegato al figlio in che cosa consisteva la prova a cui sarebbe stato a breve sottoposto, lo accompagnarono nella foresta.

Gli misero quindi una benda sugli occhi e lo lasciarono lì da solo, seduto su un grosso tronco. Il figlio, per superare la prova e diventare finalmente un uomo, doveva resistere da solo nella foresta per una notte intera.

Non poteva togliere la benda fino alla mattina successiva, quando i caldi raggi del Sole lo avrebbero avvertito della fine della prova. La sfida era davvero terrificante… trascorrere l’intera nottata bendato e sommerso dagli inquietanti versi degli animali, infatti, era un’impresa apparentemente impossibile.

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Tuttavia, egli si fece forza e accettò, seppur in preda ai timori, la sfida lanciatogli. Come immaginabile, la notte fu un vero e proprio incubo: Il ragazzo avvertì per l’intera durata della notte i ruggiti pericolosi delle bestie feroci e, come se non bastasse, patì il freddo soffio del vento.

Al termine della terrificante notte il ragazzo, divenuto nel frattempo uomo, tolse finalmente la benda dagli occhi e, con suo grande stupore, vide suo padre e sua madre seduti sul tronco proprio affianco a lui.

I suoi genitori avevano finto di andarsene, ma in realtà erano rimasti tutta la notte affianco al loro figliolo per proteggerlo da eventuali pericoli e minacce. Non avrebbero mai abbandonato il loro stesso sangue, indipendentemente dai rischi a cui sarebbero andati incontro”.

QUANTO PUÒ ESSERE GRANDE L’AMORE DI UN GENITORE PER IL PROPRIO FIGLIO?

Questo è ciò che accade molto spesso anche nella vita reale. Ogni genitore, in quanto umano, potrà pur sbagliare, potrà pur dire e fare cose sbagliate, ma di certo non lo farà mai con l’intento di penalizzare suo figlio.

Perché è proprio questo l’obiettivo che i genitori si prefissano nel momento in cui scorgono per la prima volta lo sguardo del loro bambino: farlo crescere lontano dai pericoli, proteggendolo anche a costo della loro stessa vita.

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