In Giappone, i bambini sono incredibilmente obbedienti e devoti ai loro genitori. Ecco come vengono istruiti sin da piccoli

In Giappone, i bambini sono incredibilmente obbedienti e devoti ai loro genitori. Ecco come vengono istruiti sin da piccoli

Lo sapevi che in Giappone i bambini sono un vero e proprio modello di condotta? Ebbene sì, tra le tante peculiarità della cultura orientale, è doveroso annoverare anche l’istruzione infantile.

La terra nipponica è da sempre vista come un luogo magico e a sé stante, nonché uno dei modelli maggiormente rappresentativi dell’intera Asia.

giappone bambini

La cortesia, la saggezza, il modo di pensare e la semplicità dei suoi abitanti sono requisiti parecchio distanti da quelli tipici del mondo occidentale, e forse è proprio per questo motivo che ci affascinano così tanto.

L’INCREDIBILE MATURITÀ DEI BAMBINI GIAPPONESI

La cosa più stupefacente, è che questa particolare modalità di pensiero e di atteggiamento viene tramandata di generazione in generazione da ormai moltissimi anni. È in questo modo che i genitori giapponesi riescono a crescere dei figli incredibilmente obbedienti, maturi e devoti.

È per questo motivo che in Giappone i bambini ascoltano molto di più, rispettano volentieri le regole e sono davvero molto responsabili.

Ma in cosa differisce principalmente l’educazione nipponica da quella occidentale? Vediamolo assieme.

IN GIAPPONE, TRA I BAMBINI E I GENITORI SI INSTAURA UN LEGAME DAVVERO UNICO

Secondo quanto rivelato dal “DISCIPLINE IN EARLY CHILDHOOD”, i bambini giapponesi sono così improntati all’ascolto e all’obbedienza per via dell’estrema prudenza e scrupolosità dei loro genitori.

In sostanza, I genitori giapponesi, tramite l’estrema vicinanza, riescono a sopprimere la tendenza individualista del bambino piccolo. In questo modo, i bambini non sono più indotti a fare capricci e a comportarsi come vogliono.

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UN LEGAME DI ESTREMA DIPENDENZA

I genitori (soprattutto la madre) creano una relazione molto stretta ed intima con il bambino. La donna, quindi, ha un’indiscutibile dedizione e devozione verso il proprio figlio. Difficilmente un bambino giapponese entrerà all’asilo prima dei 3 anni o verrà cresciuto dai nonni.

Inoltre, la pratica del co-sleeping (ovvero dormire nello stesso letto del bambino) deve essere ripetuta ogni giorno fino al compimento dei suoi 6 anni. Successivamente, i genitori iniziano a scolarizzare il loro bambino attraverso i saggi principi del Confucianesimo, improntati sulla nobiltà d’animo e sul rispetto.

I 2 SEGRETI DELLE MADRI GIAPPONESI

I genitori, in primis la madre, per rendere più obbedienti i loro bambini utilizzano in particolare due tecniche.

     1.L’ESPRESSIONE FACCIALE

La prima tecnica prevede l’utilizzo dell’espressività facciale (da attuare in concomitanza di una specifica richiesta). Più precisamente, quando la madre chiede qualcosa al figlio accompagna spesso il suggerimento con un’espressione del viso.

Questa fungerà da rafforzativo della richiesta e indurrà il bambino a rispettare con maggior probabilità “l’ordine” impartitogli. Tuttavia, qualora il bambino dovesse manifestare il suo disappunto, la madre eviterà nel modo più assoluto di punirlo o sgridarlo in maniera diretta.

Agirà in maniera molto più furba e produttiva, ovvero utilizzando anche in questo caso l’espressione del volto e comunicandogli tutta la sua delusione.

Questo è un ottimo diversivo da adottare, poiché il bambino, essendo molto interessato nel tutelare l’intimo rapporto instaurato con la madre, provvederà a non fare storie e a soddisfare la richiesta.

  1. LA PERSUASIONE INDIRETTA

In Occidente, a differenza di quanto accade in Giappone, molto spesso i genitori non si avvedono dello stato psicologico dei loro bambini.

Infatti, indipendentemente che quest’ultimi siano stanchi, tristi o arrabbiati, ciò che fanno è impartirgli ordini con tono autoritario. Le madri giapponesi, invece, hanno imparato a interpretare lo stato d’animo dei loro bambini.

Sulla base di questo, sono abili nel modificare la propria tecnica di persuasione. Se la madre si dovesse rendere conto dello stato d’animo disturbato del proprio figlio, ciò che farà sarà evitare di chiedergli ciò che aveva in mente in quel determinato istante.

Rispetterà il momento no del proprio figlio e posticiperà la sua richiesta, in modo tale da ripresentarla al momento opportuno. Questa tecnica, oltre ad elevare notevolmente le probabilità di successo, permette anche di evitare numerosi fraintendimenti e attriti.

L’intento dei genitori giapponesi, in sostanza, è quello di far sentire i loro figli quanto più amati e rispettati possibile. Questo modello educativo potrebbe rivelarsi una sfida davvero ostica per tutti genitori occidentali, ma di sicuro tutto è fattibile e raggiungibile.

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