Come affrontare la paura secondo la filosofia buddista:

Come affrontare la paura secondo la filosofia buddista:

Secondo la filosofia buddista, affrontare la paura significa perlopiù imparare a correggere le percezioni
Come se la paura fosse una errata modalità con cui accogliamo ed elaboriamo i pensieri che ci mostra la realtà.

1. Impariamo a correggere le percezioni

Molto spesso, nell’accadere della vita, proiettiamo nel nostro mondo interiore immagini distorte, fantastiche, a volte terrificanti, protagoniste poi del fatto che impariamo ad avere paura di tutto ciò che non conosciamo.

A volte, anche di ciò che conosciamo.


Il primo passo, dunque, verso la sconfitta delle paure, è imparare a non giudicare. Astenendosi dal dover scegliere se quel qualcosa è buono o cattivo, giusto o sbagliato, troppo o troppo poco e via dicendo, imparando a non reagire all’istante, la pace resterà in noi più a lungo.

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2. Dove si annida e come affrontare la paura

Secondo il buddismo, la paura attecchisce più facilmente in quegli individui il cui cuore da troppo tempo è privo di amore. Questo vuoto d’Amore, se si protrae, prepara un terreno facile poi per tutti i sentimenti più nocivi come la rabbia, che se prolungata diviene risentimento, o come l’egoismo e l’astio verso gli altri esseri viventi, che automaticamente diventano il nemico numero uno. La guerra si accende maggiormente tra popoli che coltivano questo genere di sentimento.

3. Quindi, in sostanza, cosa è la paura?

Hanno paura tutte le persone che rifiutano, respingono o soffocano la sofferenza. La paura diventa materia, diventa ostacolo, diventa nemico, quando rifiutiamo con tutti noi stessi ciò che fa soffrire.
Naturalmente non si viene al mondo per provare dolore, non è un insegnamento negativo quello che voglio condividere oggi, tutt’altro. Cerco solo di metterti in guardia dicendoti che la sofferenza è parte del vivere (non è il vivere), e quando stiamo male, quando siamo feriti, quando non ci sentiamo amati, dobbiamo concederci di stare male.
Dobbiamo poterci permettere di piangere, di sentirci a disagio, di esprimere il dolore.
La paura è non accettare tutto questo.
Accogliere invece la sofferenza, fa scappare la paura a gambe levate.
Più accoglieremo i nostri momenti di disagio, e più, paradossalmente diverremo forti.

4. Un consiglio per velocizzare e attivare il processo di accettazione

Restare centrati sul qui e ora, sul presente, l’unico momento sul quale abbiamo potere, è senza dubbio il modo più immediato, sia per imparare ad accogliere il dolore sia, di conseguenza, per avere sempre meno paure.

Indugiare sul passato, tormendandoci su quello che avremmo potuto fare, o dire, non lo cambierà.

Temere quello che potrebbe accadere nel futuro e concentrarsi su quello, nemmeno. Siamo qui adesso, oggi, in questo momento.

Scegliere di stare bene, sforzarci di osservare senza giudicare, escludere totalmente dalla nostra percezione visiva ed emotiva, ciò che è stato e ciò che sarà, è il primo ed anche il più importante cambiamento da attuare dentro di noi.  

5. Ora sei pronto per il grande passo: iniziare a praticare il non attaccamento

Adesso sai affrontare la paura perchè hai scoperto dove si annida; sai cosa rappresenta, e come accoglierla.
Quindi sei pronto per mettere in pratica il grande insegnamento del buddismo: praticare il non attaccamento.
Avendo imparato ad osservare senza emettere giudizi, risulterà semplice aggiungere l’ultimo tassello: osservare la vita con la consapevolezza che nulla è tuo. Nemmeno la vita stessa.
Tutto ci giunge come un dono, viene a noi affinchè si possa apprendere la lezione e poi va oltre, oppure ritorna da dove proviene.
Nell’essere transitoria, la vita scorre, si moltiplica, si compie.
Condividi queste parole con tutti gli essere coscienti, pronti per vivere qui e ora, senza giudizio nè paura e senza attaccamento.
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