Carenza di ferro: attenzione a questi 10 segnali

Carenza di ferro: attenzione a questi 10 segnali

Quando è in corso una carenza di ferro, il trasporto dell’ossigeno attraverso il sangue è compromesso e, per tale ragione, subentrano sintomi spiacevoli quali – ad esempio – stanchezza e fiato corto.

L’anemia da carenza di ferro può interessare tutte le fasce d’età, specie i bambini, gli adolescenti, le donne in gravidanza e quelle in fase d’allattamento.


I PRINCIPALI SINTOMI DELL’ANEMIA PIÙ DIFFUSA AL MONDO

I sintomi di un’anemia da carenza di ferro mutano nel corso del tempo. Inizialmente possono sembrare lievi – a tratti talmente impercettibili da non essere nemmeno notati -, ma quando la carenza continua i sintomi si intensificano fino a far subentrare:

– irritabilità costante;

– cefalea persistente;

– insonnia;

– fiato corto e mancanza di respiro;

– debolezza fisica e propensione all’affaticamento;

– vertigini;

– mani e piedi spesso freddi;

– abbondante perdita di capelli;

– accelerazione del battito cardiaco;

– dolore al torace.

PER QUALI MOTIVI SUBENTRA LA CARENZA DI FERRO?

I motivi che originano questa problematica sono molteplici:

– scarso apporto nell’alimentazione: è la ragione che scatena la stragrande maggioranza delle anemie da carenza di ferro.

Difatti, una dieta che scarseggia in termini di ferro può tranquillamente far sorgere le sopracitate problematiche fisiche;

– emorragie e sanguinamenti: la perdita di molto sangue, anche se non evidente poiché interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro.

Questa situazione non è rara nelle donne che si trovano in età fertile e che, quindi, perdono molto sangue per via delle mestruazioni.

Per quanto riguarda il sanguinamento interno, invece, gli artefici potrebbero essere un’ernia iatale, un polipo del colon-retto, un’ulcera peptica oppure una neoplasia;

– gravidanza e allattamento: sono due fasi molto critiche per quanto riguarda le riserve di ferro (giacché il feto, per potersi sviluppare correttamente, necessita di questo elemento);

– interventi chirurgici;

– difetti del metabolismo: sono le dirette conseguenze delle malattie intestinali croniche (colite ulcerosa e morbo di Crohn), della celiachia, dei diverticoli, dei tumori al colon e allo stomaco.

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