Applica sulla zona malata gli impacchi di foglie di cavolo e ne rimarrai sorpreso. Ecco come prepararli:

Applica sulla zona malata gli impacchi di foglie di cavolo e ne rimarrai sorpreso. Ecco come prepararli:

Oggi vi vogliamo parlare degli impacchi di foglie di cavolo e del loro inaspettato potere terapeutico.

Perché, se è vero che tale verdura è molto conosciuta sotto il profilo alimentare (in quanto pianta tipicamente utilizzata nella dieta mediterranea), è altrettanto vero che il suo utilizzo sotto forma di impacco è assai raro e sconosciuto.

L’ANTICO RIMEDIO DELLE CIVILTÀ GRECHE E ROMANE

Gli impacchi di foglie di cavolo rappresentano un rimedio tanto antico quanto efficace, conosciuto ed apprezzato già all’epoca delle antiche civiltà greche e romane.

Costoro, infatti, arrivavano addirittura a considerarlo una panacea, in quanto fermamente convinti che fosse capace di lenire un numero infinito di patologie e disturbi.

È bene sottolineare come non ci sia tuttora alcuna conferma scientifica circa le proprietà curative di questi impacchi.

Ma se dal punto di vista scientifico non sono stati ancora sdoganati, dal punto di vista empirico lo sono eccome.

L’AZIONE LENITIVA DEGLI IMPACCHI DI FOGLIE DI CAVOLO

Il metodo empirico, ovvero fondato esclusivamente sull’esperienza concreta, ci informa che le foglie di cavolo applicate sulla zona malata risultano estremamente efficaci nell’assorbire ed espellere le infiammazioni e le tossine localizzate all’interno dell’organismo.

Ma come agiscono dal punto di vista pratico? Innanzitutto, le foglie di cavolo drenano verso l’esterno i malesseri fisici, assorbendoli proprio come farebbe una spugna con un liquido.

L’organismo è perciò liberato dal dolore, che è stato dunque fagocitato dalle foglie di cavolo.

A testimoniare questo “passaggio di consegne” è il colore assunto dalle foglie stesse, che in seguito all’assorbimento delle tossine del corpo diventano, dopo alcune ore di applicazione, scure e maleodoranti.

Questo aspetto putrido delle foglie ci suggerisce inequivocabilmente due cose:

1-la zona trattata è effettivamente intossicata;

2- le foglie di cavolo hanno assorbito una parte di queste tossine.

Si ottiene la completa guarigione quando le foglie, dopo il tempo necessario di applicazione, conservano un aspetto sano e immutato.

Ecco le problematiche per le quali sono già state testate con successo le foglie di cavolo:

– gengivite, parodontite, ascessi (applicare le foglie sulla guancia);

– artrosi cervicale e discopatia cervicale (applicare le foglie sulla zona posteriore del collo);

– contusioni di vario genere (applicare le foglie sulla zona interessata);

– distorsioni di vario genere (applicare le foglie sulla zona interessata);

– dolori articolari di vario genere (applicare le foglie sulla zona interessata);

– faringite, tonsillite (applicare le foglie sulla gola);

– febbre (applicare le foglie sulla pancia);

– malattie della pelle (applicare le foglie sulla zona interessata);

– polmonite, enfisema polmonare, broncopolmonite (applicare le foglie sul torace, sia anteriormente che posteriormente);

– sinusite (applicare le foglie sulla fronte);

– vene varicose (applicare le foglie sulla zona interessata).

PREPARAZIONE DEGLI IMPACCHI DI FOGLIE DI CAVOLO

La preparazione di questi impacchi non è per nulla difficile. Vediamo assieme il procedimento.

PREPARAZIONE

Dopo averle accuratamente lavate e pulite (eliminando la venatura centrale), ponete le foglie di cavolo sul tagliere e, con l’ausilio di un mattarello, appiattitele fino a far fuoriuscire il loro succo.

Successivamente, mettetele in forno per 5 minuti circa alla temperatura di 200°.

Fatto ciò, potete applicarle (attenzione a non scottarvi) sulla zona “malata” e avvolgere il tutto con della pellicola trasparente, così da rendere l’impacco quanto più concentrato ed efficace possibile.

CONTROINDICAZIONI

Si consiglia un uso molto limitato del prodotto a tutte quelle persone che soffrono di ipotiroidismo, in quanto alcuni elementi contenuti nel cavolo rallentano la funzione tiroidea.

Anche le donne in stato di gravidanza o allattamento dovrebbero utilizzare con parsimonia tale rimedio.

Ad ogni modo, consultate sempre il vostro medico di fiducia prima di intraprendere qualsiasi tipologia di terapia.

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