Abbiate fretta di essere felici perché non sappiamo quanto tempo ci resta

Abbiate fretta di essere felici perché non sappiamo quanto tempo ci resta

Abbiate fretta di essere felici perché non sappiamo quanto tempo ci resta.

Forse non lo sai, ma ogni individuo, prima di abbracciare la morte, lascia scendere dai suoi occhi una lacrima, l’ultima del suo viaggio terreno.

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Questa emozione impressa sul suo volto rappresenta la resa, la presa di coscienza che la vita include dentro sé anche la morte.

L’ULTIMA LACRIMA

In quella goccia di pianto è presente tutto l’amore e tutto il dolore che un individuo può provare nel corso della sua esistenza. In quell’esatto momento, egli si accorge che la vita non è solamente un’opportunità per viaggiare esteriormente.

Capisce che, oltre a vivere le circostanze visibili alla vista, ha avuto tra le sue mani anche la grandissima opportunità di scendere più in profondità e di vedere ciò che l’occhio umano non è in grado di captare:

L’essenza dell’anima.

In quell’esatto istante, la persona in lacrime si rende conto della sua reale vocazione, entra in contatto con sé stesso e riesce a guardare negli occhi la sua vera anima.

Nella profondità di quell’istante, capisce che gran parte delle azioni compiute nel corso del suo viaggio, come l’accumulare sempre più denaro, l’intraprendere battaglie verbali o il serbare rancore non sono altro che azioni superficiali.

Capisce che la paura di ascoltare il sussurro della sua anima e la decisione forzata di reprimere i suoi impulsi non hanno fatto altro che allontanarlo dalla luce della sua felicità.

Si rende conto di aver camminato per anni al crepuscolo, alle volte al buio, e di aver evitato la luce per paura di rimanerne accecato. Si rende conto di essere divenuto cenere senza nemmeno essersi concesso la grande possibilità di ardere.

Abbiate fretta di essere felici perché non sappiamo quanto tempo ci resta.

LA MORTE: L’INSEGNANTE PIÙ SAGGIO CHE POTRAI INCONTRARE

La morte è quella tappa della vita che spesso viene odiata e rifiutata. Tuttavia, essa rappresenta l’elemento su cui bisognerebbe meditare ogni singolo giorno. Bisognerebbe capire che essa non è nostra nemica, ma semplicemente la più saggia dei nostri maestri.

La morte dà intensità e urgenza di vivere e di amare. Dà colore alla vita, che altrimenti sarebbe un’infinita linea retta priva di emozioni ma colma di monotonia e ovvietà. Ti insegna che, dinnanzi ad essa, ovvero alla paura ultima, tutto si ridimensiona.

In particolare, fa capire che i cambiamenti, le prese di posizione e le dimostrazioni d’affetto non sono poi così spaventosi come possono sembrare. La sua stessa esistenza ha lo scopo di trasmetterti l’urgenza di rischiare e di aprirti a tutto ciò che la vita ha da offrire.

È grazie ad essa che ci si può elevare ad uno stato d’animo/psicologico superiore, quello che tutti noi dovremmo indossare per percorrere al meglio il nostro viaggio. Ogni esperienza dovrebbe essere vissuta totalmente e intensamente, senza remore o limitazioni, e solo risvegliando la consapevolezza della morte sarà possibile arrivare a fare ciò.

Essa non è altro che il motore del viaggio, ciò che permettere di accogliere la vita nella sua totalità. Tutti noi siamo nati per volare, ma spesso ci vengono tagliate le ali ancor prima di spiccare il volo. Ma tu non puoi permettere questo… non devi divenire cenere ancor prima di ardere.

Apri gli occhi, guarda in faccia la realtà e non attendere il momento della tua morte per versare quell’ultima lacrima e renderti conto di che meravigliosa opportunità hai avuto tra le mani. Vivi al massimo delle tue possibilità e guarda la vita attraverso il filtro dell’amore.

Abbiate fretta di essere felici perché non sappiamo quanto tempo ci resta.

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